All'infuori del cane, il libro è il migliore amico dell'uomo.

La spada di Roma di Simon Scarrow

È il gelido inverno del 44 d.C. e la città di Camulodunum, l’odierna Colchester, è caduta in mano all’esercito romano. Ma la conquista della Britannia è ancora lontana: i barbari popolano quelle regioni vaste e impervie e il clangore dei loro oscuri riti si leva spaventoso nella foresta. Mentre il generale Plauzio, a capo della Seconda Legione, attende impaziente l’arrivo della primavera per proseguire l’avanzata, scoppia una tempesta. La moglie e i bambini di Plauzio, sorpresi in mare, si salvano dal naufragio ma vengono presi in ostaggio da una tribù del posto. Due coraggiosi volontari, il centurione Macrone e il suo secondo Catone, si avventurano nelle sconosciute regioni dove i barbari nascondono i prigionieri, tra indicibili pericoli e contando solo sulle proprie forze. Ma dovranno arrivare prima che l’orrore si compia: prima che i Druidi sacrifichino i tre spauriti ostaggi ai loro infernali dei. Dall’autore del bestseller Il centurione, la nuova appassionante avventura di due straordinari eroi pronti a difendere con il proprio coraggio la grandezza invincibile di Roma.

Il gladiatore di Simon Scarrow

Durante il viaggio di ritorno a Roma dopo una campagna contro i Parti, la nave su cui viaggiano i centurioni Macrone e Catone viene quasi affondata da una terribile onda anomala. Insieme a pochi altri, i due riescono a salvarsi approdando a Creta, dove trovano la città di Matala completamente distrutta e semideserta. Un forte terremoto ha infatti colpito l’isola, uccidendo migliaia di persone. Nel caos conseguente a questa calamità molti degli schiavi cominciano a ribellarsi e alcuni banditi locali, nemici giurati dell’impero, approfittano della confusione generale per istigare i cretesi a rovesciare l’amministrazione romana. A capo della rivolta c’è il valoroso e impavido gladiatore Aiace. Le milizie della provincia sono state decimate dal terremoto, e il governatore si appella quindi a Macrone e Catone chiedendo il loro prezioso aiuto per sedare i disordini prima che l’impero romano venga spazzato via dall’isola. Riusciranno i centurioni a contrastare la forza e la determinazione del gladiatore?

Teaser Tuesday (3)

Ecco il mio:

"Padre Hogan attraversò al buoi i giardini vaticani ascoltando il rumore dei suoi passi sul ghiaietto dei viali e fissando in alto, davanti a sè, la luce accesd nella Specola, l'occhio sbarrato nella notte a scrutare l'immensità. Lassù il vecchio sacerdote lo aspettava per narrargli l'ultimo epilogo di una storia blasfema, l'ultimo atto di una sfida arrogante e temeraria." (La torre della Solitudine, Valerio Massimo Manfredi)


La torre della solitudine di Valerio Massimo Manfredi

Nella notte dei tempi un popolo osò sfidare Dio. E la Torre della Solitudine, persa tra le dune, è l'ultima testimonianza di quella sfida, ma è anche la promessa di un portentoso evento. Per ritrovarla, per scioglierne l'indicibile mistero, tre uomini si avventurano nel cuore del Sahara. Un archeologo che insegue le tracce di suo padre, un colonnello della Legione Straniera assetato di vendetta, un prete che mette alla prova la sua fede: di fronte alla Torre della Solitudine si compie il loro destino. Mentre dai confini del tempo e dello spazio rieccheggia il più superbo e sconvolgente dei messaggi. Un thriller archeologico. Un'avventura ai limiti dell'impossibile.

Dictator-Il trionfo di Cesare di Andrea Frediani

Nonostante la grande vittoria di Farsalo e la morte di Pompeo, per Cesare la guerra civile non è finita. I suoi oppositori si sono asserragliati in Africa, e da lì preparano la riscossa. Così, dopo aver spazzato via la minaccia del re del Ponto, Farnace, e sedato la rivolta dei soldati, esasperati dai continui rinvii del loro congedo, il dittatore non ha altra scelta che andare ad affrontare i suoi nemici. La campagna africana si rivela durissima, anche perché Cesare è costretto a fare i conti con il suo stesso declino: la resistenza degli avversari, infatti, mette a nudo i limiti del suo comando, ormai logorato da anni di guerra e di lotte. Ancora una volta, tuttavia, grazie alla sua buona stella e soprattutto al concreto aiuto di chi lo sostiene, dal fedele germano Ortwin ai suoi luogotenenti più segreti, il dittatore riesce a vincere la guerra, eliminare gran parte degli oppositori e tornare a Roma da trionfatore. Eppure, qualche nemico ancora sopravvive. Ed è in Spagna che avviene la resa dei conti tra il dittatore e chi ancora rifiuta di accettare il suo potere. Nell'ultima, drammatica battaglia combattuta da Cesare nella sua lunga carriera militare, giunge a conclusione la saga di Cesare e Tito Labieno, e si compiono i destini di Pompeo il Giovane, di Quinto Labieno, figlio di Tito, e dei germani Ortwin e Veleda.

Teaser Tuesday (2)

Ecco il mio tratto da "L'ultima legione" di Valerio Massimo Manfredi:

"E' la miseria che produce briganti: per lo più contadini impoveriti dall'esosità delle tasse e dalle carestie, cui non resta altra scelta che darsi alla macchia".
Romolo sembrava guardare i fitti boschi di querce e di frassini che fiancheggiavano il sentiero o i pastori che qua e là vigilavano il pascolo di qualche magra vaccherella. Eppure ascoltava e la sua risposta fu a tono:" Imporre tasse che mandano in rovina la gente non è solo ingiusto: è stupido. Un uomo rovinato non paga più nessuna tassa, e se diventa un brigante obbliga lo Stato a spendere ancora di più per rendere sicure le strade"

L'armata perduta di Valerio Massimo Manfredi

401 a.C. Spossata da trent'anni di guerra tra Atene e Sparta, la Grecia è in ginocchio. Nel momento di più profonda crisi di quei valori che resero grande la civiltà ellenica, il comandante Clearco arruola un esercito di mercenari greci. Quale sia la vera missione di questo esercito che passerà alla storia come l'armata dei Diecimila non è chiaro. Si sa che dovrà addentrarsi profondamente in territori misteriosi e ostili, nel cuore stesso dell'impero persiano; si sa che è al soldo del principe Ciro, fratello del Gran Re Artaserse. La motivazione ufficiale, sgominare tribù ribelli, non convince nessuno.
Alla spedizione, come di consueto, sono aggregate anche numerose donne. E allora Valerio Massimo Manfredi fa raccontare la grande epopea dell'Anabasi di Senofonte - resoconto dell'incredibile marcia di ritorno di quell'esercito dall'odierno Iraq attraverso l'Armenia fino al mar Nero - da una donna.
È Abira - una ragazza che abbandona il polveroso villaggio di Beth Qadà per seguire il guerriero a cavallo Xeno che un giorno le è apparso come un giovane dio, con una promessa d'amore, di avventura, di vita diversa nello sguardo - a narrare quell'eroica impresa di uomini, quella titanica sequela di battaglie campali, di agguati, di marce forzate per deserti roventi e gelide montagne, torrenti vorticosi e tundre innevate: e attraverso i suoi occhi innocenti ma avidi di conoscenza come quelli di ogni donna innamorata tutto acquista un'altra luce.
L'irruenza, i complotti, la furia cieca degli uomini appaiono sempre, in queste pagine, come filtrati dalla ferma dolcezza, dalla infinita capacità di sacrificio delle donne. E così la fredda lucidità di Xeno, la disumana ferocia di Menon di Tessaglia, il realismo amaro di Sophos si mescolano all'amorosa dedizione di Abira, alle raffinate seduzioni di Melissa, alla muta capacità di sopportazione di Lystra.
Sembra che gli esseri umani siano costruiti per superare ogni prova e qualsiasi avversità, ma non è davvero così. C'è un limite che non si può, non si deve oltrepassare.
In battaglia come nei sentimenti. Il colpo di scena finale che scioglie questa grandiosa avventura ci dirà quale sia questo limite e quale fierezza alberghi nel petto di diecimila indomiti guerrieri o di una sola donna innamorata.